27/01/2012

ARCA 528

Attenzione per motivi d'impaginazione un blog parte solitamente dall'ultimo post pubblicato. Se hai voglia di capire il significato del Progetto Arca Futura devi partire dal primo post. Grazie per l'interessamento.

ARCA 528: spread in calo, titoli di stato venduti bene... allora è tutto a posto?

Ovviamente no! Anzi, a mio parere siamo ben lungi dall'essere vicini ad una stabilizzazione della situazione economica globale. Diciamo che stiamo assistendo a quello che potremmo definire, come termine di paragone, un “fermo biologico”. In sostanza la speculazione lascia tirare un attimo il fiato alle nazioni disastrate affilando le armi per la prossima mazzata.
Intanto le stangate calate su noi lavoratori dipendenti s'intensificano su tutti i fronti, ultimo in ordine di arrivo sarà quell'ulteriore aumento sui tabacchi (sigarette) che a quanto ho capito dovrebbe servire a finanziare il complesso dei nuovi ammortizzatori sociali che sono allo studio. Tralasciando il coro dei non fumatori che penseranno meglio a loro che a noi, da tabagista di vecchissima data non posso non sentirmi indignato ed anche piuttosto allarmato dalla modalità con la quale si colpiscono solo e sempre le categorie dei più deboli. Nel caso delle sigarette, alcuni hanno smesso con sacrifici più o meno intensi, altri tra i quali il sottoscritto sono refrattari e dipendenti oltre ogni misura dalle “bionde” al punto che sarà ben difficile che riusciranno a sottrarsi all'ennesimo svenamento. Ma il punto come sempre è che se smettessimo tutti di fumare in occasione del prossimo rincaro creeremo solo una nuova crisi o, se non altro, contribuiremo a rabbuiare quella già in corso. Ad ogni modo, ammesso che i fumatori smettessero in blocco pensate che questi fondi necessari a finanziare gli ammortizzatori sociali verrebbero presi a quelli che di quattrini ne fanno a palate? State pur certi che, come la storia insegna già del resto, verrebbero presi tassando un altro genere di prima necessità (o di dipendenza) che potrebbero essere ancora una volta i carburanti, ma anche magari pane o pasta!
Inutile ripetere che l'unica possibilità per cercare di ricondurre alla ragione l'attuale drammatica situazione è quella d'intervenire direttamente tentando nuove strade in grado di assicurarci un futuro che valga la pena di essere vissuto... fatevi sentire!

Altro capitolo:

Noi due dobbiamo fare un discorsetto!

Il turno di lavoro è trascorso lento e monotono e Marica non è riuscita a concentrarsi nemmeno per un attimo sebbene il difficile momento in cui si trovano le indagini lo imponga. Per l'ennesima volta Marica legge il dossier che ha acquisito: I Preti erranti hanno libertà di circolazione sul territorio delle Nazioni Liberate, non sono tenuti ad avvisare l'autorità dei loro spostamenti e i veicoli che utilizzano pur essendo facilmente riconoscibili non sono dotati di dispositivo GPS che consentirebbe di conoscerne l'esatta localizzazione in tempo reale, ergo: se lo squartatore è davvero un Prete errante sarà molto difficile riuscire ad acciuffarlo se decidesse di spostarsi altrove. Devono prenderlo finché resta tra Reggio Emilia e provincia! Già, ma come?
Ma non c'è niente da fare la sua mente torna a viaggiare e Marica ripensa alla fatidica data nella quale l'Italia, prima nazione al mondo, veniva dichiarata territorio liberato uscendo al contempo dall'Unione Europea e da tutti i trattati fin li sottoscritti e ratificati compresa l'ONU. Già, Nazione Liberata... in maniera quasi del tutto pacifica per fortuna! Un movimento che sembrava emerso dal nulla a cavallo degli anni duemiladodici, duemilatredici, aveva fatto breccia nella stragrande maggioranza della popolazione Italiana diventando in breve la prima forza politica nazionale... sebbene nulla avesse a che vedere in realtà con la politica di quel tempo... anzi per meglio dire, non si era mai visto niente del genere prima di allora! Forse l'alleato maggiore di questo movimento di opinioni era stata la grande crisi globalizzata scatenata dal capitalismo sfrenato che in quei periodi imperversava impoverendo di fatto tutte le nazioni del mondo intero: quella brama di ricchezze senza eguali che da sempre aveva contraddistinto i capitalisti, che sull'onda liberistica scatenata dalla globalizzazione avevano precipitato l'intero mondo nel caos più profondo. L'Italia era allo stremo delle possibilità economiche, con circa la metà della forza lavoro composta da disoccupati o lavoranti in nero e la rimanente parte che, sebbene fosse occupata in un impiego, non riusciva ad arrivare a fine mese con le magre paghe percepite. Il tutto ovviamente sotto la sferza di governanti arroganti e stupidi che continuavano a vedere le persone come fossero solo dei semplici tramiti per raggiungere o mantenere il potere. Il “Progetto Arca Futura” così si chiamava quel movimento ideologico, professava un nuovo tipo di concezione della vita non più basato sul capitalismo e sul denaro, ma sul bisogno del singolo nella convinzione che in una società, se stanno bene i singoli componenti sta bene l'intera collettività. Questa logica aveva catturato l'attenzione dell'intera popolazione italiana allo stremo della pazienza anche e soprattutto grazie alla possibilità di verificare con i propri occhi l'efficacia di questa nuova filosofia di vita. Presso il Ravennate infatti era stata costituita la prima comunità denominata appunto “Progetto Arca Futura” dove si dimostrava chiaramente che vivere fuori dallo schema capitalistico e consumistico che stava conducendo alla rovina un intero pianeta era possibile. Nel territorio che veniva definito “liberato” del Progetto Arca Futura, abbreviato in PAF, tutti avevano una mansione da svolgere contribuendo attivamente alla crescita locale. In breve tempo mentre l'Italia convenzionale andava a rotoli il PAF raggiungeva una ricchezza collettiva senza uguali: indipendenza alimentare ed energetica, lanciandosi poi in una sfrenata opera di ricerca tecnologica tesa a sfruttare al meglio le risorse di quel piccolo gioiello che era il PAF stesso. Questi preziosi brevetti non venivano comunque relegati solo ad uso esclusivo, anzi venivano resi di pubblico dominio e sfruttamento con l'unica clausola costituita dall'impossibilità di servirsene a scopo di lucro! Ma la cosa davvero eclatante che aveva dato ulteriore fiducia al resto della popolazione rispetto alla serietà e all'efficacia della nuova filosofia di vita adottata all'interno del PAF era che tutti i componenti di quella collettività godevano della perfetta uguaglianza indipendentemente dalla mansione svolta o dal grado d'istruzione raggiunto, così come era citato espressamente nel regolamento costitutivo stilato dal primo consiglio di amministrazione del PAF.
Marica ricordava perfettamente l'enorme difficoltà di quel periodo di grande fermento, quando le persone avevano cominciato a protestare contro l'autorità per ottenere le stesse regole anche dal Governo cosiddetto legittimo e inizialmente quest'ultimi spinti anche dal mondo della finanza e parte di quello imprenditoriale sempre a caccia di ricchezze da incamerare, avevano appoggiato questa richiesta fondamentalmente scambiata per il sogno di ogni imprenditore: la fabbrica formicaio! Dove gli operai nascono, vivono e muoiono solo per un tozzo di pane contribuendo al contempo a riempire sempre più le tasche del padrone mantenendo  una casta di pochi eletti... parassiti! Ed in questo senso effettivamente il PAF assolveva a meraviglia... solo apparentemente, procacciando agli investitori dei fantastici dividendi sugli investimenti in azioni. In breve l'intera Italia era diventata territorio liberato e ai vari PAF locali era stata data addirittura una certa autonomia amministrativa sulla gestione proprio del territorio, infatti scioccamente il governo centrale aveva passato gran parte del potere autonomo dai Comuni ai Consigli d'Amministrazione dei vari Progetti di liberazione che erano ormai ben più ricchi dei primi enti e quindi in grado di pagare tasse più sostanziose. Era stato a quel punto che era scattata l'ultima fase che aveva di fatto liberato l'Italia intera: il governo centrale era stato semplicemente... mandato a casa! E al suo posto era stato eletto un Consiglio d'Amministrazione Federale. Il primo impatto di questa innovazione finale era stato un durissimo colpo per il potere finanziario e imprenditoriale che dall'oggi al domani si era ritrovato con denaro coniato e stampato che ormai non valeva più un accidenti di niente! Nessuna delle Nazioni del resto del mondo aveva riconosciuto la nuova autorità costituita ed erano cominciati i veri guai per la neonata Italia Liberata: risoluzioni ONU, embarghi di varia natura e addirittura un paventato intervento militare, ma ormai non c'era più alcun modo di far tornare al passato la popolazione italiana. Tutti strinsero i denti mandando avanti la nazione al meglio delle possibilità e il risultato venne raggiunto! La Grecia, la Spagna, parte della stessa Germania dichiararono due anni dopo il loro stato di Nazioni Liberate e, in soli quindici anni quasi l'intera Europa e tutta l'Africa era ormai Territorio Liberato o in fase di liberazione. Le restanti nazioni ancorate alla gestione capitalistica, già in crisi nera proprio a causa dell'insaziabile appetito dei capitalisti che continuavano imperterriti a speculare impoverendo le popolazioni sempre di più, cominciarono a capitolare una dopo l'altra sotto la spinta delle stesse popolazioni in fermento che chiedevano a gran voce l'adeguamento al nuovo standard di vita molto più sostenibile e gratificante proveniente dalle Nazioni Liberate. Marica ricordava bene il grosso contributo che che lei stessa e il resto della sua squadra, tra cui Gennaro Salvaterra era stato membro di spicco, avevano dato aiutando le prime nazioni Americane a liberarsi. Adesso a ben trent'anni di distanza dalla liberazione italiana, di nazioni non ancora liberate ne sono rimaste davvero poche... lo Stato del Vaticano è una di queste! Le religioni, sotto l'impatto della nuova filosofia di vita dove tutti hanno l'indispensabile ed anche il futile a garanzia di una vita migliore e dove non esiste più la paura per il futuro, si sono fortemente ridimensionate e la stessa chiesa Cattolica ha perso quel “grip” secolare che aveva sulla popolazione italiana. Senza più sovvenzioni di Stato e con i pochi fedeli residui il Vaticano era stato costretto a chiudere tantissime chiese e a ritirarsi sempre di più entro il proprio territorio sovrano, al punto che, come i missionari di un tempo, adesso i Preti  professano la religione avvalendosi del metodo più antico conosciuto: si muovono sul territorio portando la loro dottrina direttamente alla gente che abbia voglia di ascoltarli!
Cazzo! Marica si è accorta di essersi nuovamente distratta, di quella relazione che deve assolutamente ultimare ha scritto solo l'intestazione: perché non riesco a rimanere concentrata e... soprattutto perché continuo a fissare il mio cellulare?
Pensa scuotendo la testa contrariata.
Mentre sta ancora fissando il cellulare lo vede animarsi: lo schermo s'illumina mentre la vibrazione lo fa spostare sul ripiano della scrivania prima che la suoneria entri in funzione. Ha un tuffo al cuore e con una rapidità che non ha mai manifestato per quell'aggeggio che sopporta a malapena: solo un inutile peso nella tasca dei pantaloni, lo afferra e risponde alla chiamata:
-Si, pronto-
-Ciao Marica sono Luca. Scusami per non averti chiamato prima, ma come sai era in vigore quella baggianata del provvedimento restrittivo. Io... ho bisogno di vederti... ci sono dei risvolti imprevisti che...-
La bocca dello stomaco di Marica si è contratta mentre il cuore le batte sempre più rapidamente. Con un filo di voce riesce a dire:
-Si, le indagini si sono mosse in una maniera davvero inaspettata, ma tu come fai a saperlo?-
Luca Rizzetti all'altro capo del telefono osserva una pausa come se fosse un po interdetto da quanto le ha sentito dire.
-Infatti non so niente dei risvolti dell'indagine... Marica ho bisogno di vedere... te!-
La voce bassa e leggermente roca con cui il Rizzetti le sta parlando le provoca una sensazione di calore mentre il groppo che ha allo stomaco si strige ancora di più.
-Marica?-
-Sono qui Luca... si, penso proprio che noi due dobbiamo fare un discorsetto!-

P.S. Non sono a caccia di commenti per “blasonare” il mio misero blog. Se hai voglia di parlare, commentare, chiedere il mio parere, mandarmi affan....,  scrivimi o chiamami a:
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                                Onirbiggo

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