27/01/2012
ARCA 528
Attenzione per motivi d'impaginazione un blog parte solitamente dall'ultimo post pubblicato. Se hai voglia di capire il significato del Progetto Arca Futura devi partire dal primo post. Grazie per l'interessamento.
ARCA 528: spread in calo, titoli di stato venduti bene... allora è tutto a posto?
Ovviamente no! Anzi, a mio parere siamo ben lungi dall'essere vicini ad una stabilizzazione della situazione economica globale. Diciamo che stiamo assistendo a quello che potremmo definire, come termine di paragone, un “fermo biologico”. In sostanza la speculazione lascia tirare un attimo il fiato alle nazioni disastrate affilando le armi per la prossima mazzata.
Intanto le stangate calate su noi lavoratori dipendenti s'intensificano su tutti i fronti, ultimo in ordine di arrivo sarà quell'ulteriore aumento sui tabacchi (sigarette) che a quanto ho capito dovrebbe servire a finanziare il complesso dei nuovi ammortizzatori sociali che sono allo studio. Tralasciando il coro dei non fumatori che penseranno meglio a loro che a noi, da tabagista di vecchissima data non posso non sentirmi indignato ed anche piuttosto allarmato dalla modalità con la quale si colpiscono solo e sempre le categorie dei più deboli. Nel caso delle sigarette, alcuni hanno smesso con sacrifici più o meno intensi, altri tra i quali il sottoscritto sono refrattari e dipendenti oltre ogni misura dalle “bionde” al punto che sarà ben difficile che riusciranno a sottrarsi all'ennesimo svenamento. Ma il punto come sempre è che se smettessimo tutti di fumare in occasione del prossimo rincaro creeremo solo una nuova crisi o, se non altro, contribuiremo a rabbuiare quella già in corso. Ad ogni modo, ammesso che i fumatori smettessero in blocco pensate che questi fondi necessari a finanziare gli ammortizzatori sociali verrebbero presi a quelli che di quattrini ne fanno a palate? State pur certi che, come la storia insegna già del resto, verrebbero presi tassando un altro genere di prima necessità (o di dipendenza) che potrebbero essere ancora una volta i carburanti, ma anche magari pane o pasta!
Inutile ripetere che l'unica possibilità per cercare di ricondurre alla ragione l'attuale drammatica situazione è quella d'intervenire direttamente tentando nuove strade in grado di assicurarci un futuro che valga la pena di essere vissuto... fatevi sentire!
Altro capitolo:
Noi due dobbiamo fare un discorsetto!
Il turno di lavoro è trascorso lento e monotono e Marica non è riuscita a concentrarsi nemmeno per un attimo sebbene il difficile momento in cui si trovano le indagini lo imponga. Per l'ennesima volta Marica legge il dossier che ha acquisito: I Preti erranti hanno libertà di circolazione sul territorio delle Nazioni Liberate, non sono tenuti ad avvisare l'autorità dei loro spostamenti e i veicoli che utilizzano pur essendo facilmente riconoscibili non sono dotati di dispositivo GPS che consentirebbe di conoscerne l'esatta localizzazione in tempo reale, ergo: se lo squartatore è davvero un Prete errante sarà molto difficile riuscire ad acciuffarlo se decidesse di spostarsi altrove. Devono prenderlo finché resta tra Reggio Emilia e provincia! Già, ma come?
Ma non c'è niente da fare la sua mente torna a viaggiare e Marica ripensa alla fatidica data nella quale l'Italia, prima nazione al mondo, veniva dichiarata territorio liberato uscendo al contempo dall'Unione Europea e da tutti i trattati fin li sottoscritti e ratificati compresa l'ONU. Già, Nazione Liberata... in maniera quasi del tutto pacifica per fortuna! Un movimento che sembrava emerso dal nulla a cavallo degli anni duemiladodici, duemilatredici, aveva fatto breccia nella stragrande maggioranza della popolazione Italiana diventando in breve la prima forza politica nazionale... sebbene nulla avesse a che vedere in realtà con la politica di quel tempo... anzi per meglio dire, non si era mai visto niente del genere prima di allora! Forse l'alleato maggiore di questo movimento di opinioni era stata la grande crisi globalizzata scatenata dal capitalismo sfrenato che in quei periodi imperversava impoverendo di fatto tutte le nazioni del mondo intero: quella brama di ricchezze senza eguali che da sempre aveva contraddistinto i capitalisti, che sull'onda liberistica scatenata dalla globalizzazione avevano precipitato l'intero mondo nel caos più profondo. L'Italia era allo stremo delle possibilità economiche, con circa la metà della forza lavoro composta da disoccupati o lavoranti in nero e la rimanente parte che, sebbene fosse occupata in un impiego, non riusciva ad arrivare a fine mese con le magre paghe percepite. Il tutto ovviamente sotto la sferza di governanti arroganti e stupidi che continuavano a vedere le persone come fossero solo dei semplici tramiti per raggiungere o mantenere il potere. Il “Progetto Arca Futura” così si chiamava quel movimento ideologico, professava un nuovo tipo di concezione della vita non più basato sul capitalismo e sul denaro, ma sul bisogno del singolo nella convinzione che in una società, se stanno bene i singoli componenti sta bene l'intera collettività. Questa logica aveva catturato l'attenzione dell'intera popolazione italiana allo stremo della pazienza anche e soprattutto grazie alla possibilità di verificare con i propri occhi l'efficacia di questa nuova filosofia di vita. Presso il Ravennate infatti era stata costituita la prima comunità denominata appunto “Progetto Arca Futura” dove si dimostrava chiaramente che vivere fuori dallo schema capitalistico e consumistico che stava conducendo alla rovina un intero pianeta era possibile. Nel territorio che veniva definito “liberato” del Progetto Arca Futura, abbreviato in PAF, tutti avevano una mansione da svolgere contribuendo attivamente alla crescita locale. In breve tempo mentre l'Italia convenzionale andava a rotoli il PAF raggiungeva una ricchezza collettiva senza uguali: indipendenza alimentare ed energetica, lanciandosi poi in una sfrenata opera di ricerca tecnologica tesa a sfruttare al meglio le risorse di quel piccolo gioiello che era il PAF stesso. Questi preziosi brevetti non venivano comunque relegati solo ad uso esclusivo, anzi venivano resi di pubblico dominio e sfruttamento con l'unica clausola costituita dall'impossibilità di servirsene a scopo di lucro! Ma la cosa davvero eclatante che aveva dato ulteriore fiducia al resto della popolazione rispetto alla serietà e all'efficacia della nuova filosofia di vita adottata all'interno del PAF era che tutti i componenti di quella collettività godevano della perfetta uguaglianza indipendentemente dalla mansione svolta o dal grado d'istruzione raggiunto, così come era citato espressamente nel regolamento costitutivo stilato dal primo consiglio di amministrazione del PAF.
Marica ricordava perfettamente l'enorme difficoltà di quel periodo di grande fermento, quando le persone avevano cominciato a protestare contro l'autorità per ottenere le stesse regole anche dal Governo cosiddetto legittimo e inizialmente quest'ultimi spinti anche dal mondo della finanza e parte di quello imprenditoriale sempre a caccia di ricchezze da incamerare, avevano appoggiato questa richiesta fondamentalmente scambiata per il sogno di ogni imprenditore: la fabbrica formicaio! Dove gli operai nascono, vivono e muoiono solo per un tozzo di pane contribuendo al contempo a riempire sempre più le tasche del padrone mantenendo una casta di pochi eletti... parassiti! Ed in questo senso effettivamente il PAF assolveva a meraviglia... solo apparentemente, procacciando agli investitori dei fantastici dividendi sugli investimenti in azioni. In breve l'intera Italia era diventata territorio liberato e ai vari PAF locali era stata data addirittura una certa autonomia amministrativa sulla gestione proprio del territorio, infatti scioccamente il governo centrale aveva passato gran parte del potere autonomo dai Comuni ai Consigli d'Amministrazione dei vari Progetti di liberazione che erano ormai ben più ricchi dei primi enti e quindi in grado di pagare tasse più sostanziose. Era stato a quel punto che era scattata l'ultima fase che aveva di fatto liberato l'Italia intera: il governo centrale era stato semplicemente... mandato a casa! E al suo posto era stato eletto un Consiglio d'Amministrazione Federale. Il primo impatto di questa innovazione finale era stato un durissimo colpo per il potere finanziario e imprenditoriale che dall'oggi al domani si era ritrovato con denaro coniato e stampato che ormai non valeva più un accidenti di niente! Nessuna delle Nazioni del resto del mondo aveva riconosciuto la nuova autorità costituita ed erano cominciati i veri guai per la neonata Italia Liberata: risoluzioni ONU, embarghi di varia natura e addirittura un paventato intervento militare, ma ormai non c'era più alcun modo di far tornare al passato la popolazione italiana. Tutti strinsero i denti mandando avanti la nazione al meglio delle possibilità e il risultato venne raggiunto! La Grecia, la Spagna, parte della stessa Germania dichiararono due anni dopo il loro stato di Nazioni Liberate e, in soli quindici anni quasi l'intera Europa e tutta l'Africa era ormai Territorio Liberato o in fase di liberazione. Le restanti nazioni ancorate alla gestione capitalistica, già in crisi nera proprio a causa dell'insaziabile appetito dei capitalisti che continuavano imperterriti a speculare impoverendo le popolazioni sempre di più, cominciarono a capitolare una dopo l'altra sotto la spinta delle stesse popolazioni in fermento che chiedevano a gran voce l'adeguamento al nuovo standard di vita molto più sostenibile e gratificante proveniente dalle Nazioni Liberate. Marica ricordava bene il grosso contributo che che lei stessa e il resto della sua squadra, tra cui Gennaro Salvaterra era stato membro di spicco, avevano dato aiutando le prime nazioni Americane a liberarsi. Adesso a ben trent'anni di distanza dalla liberazione italiana, di nazioni non ancora liberate ne sono rimaste davvero poche... lo Stato del Vaticano è una di queste! Le religioni, sotto l'impatto della nuova filosofia di vita dove tutti hanno l'indispensabile ed anche il futile a garanzia di una vita migliore e dove non esiste più la paura per il futuro, si sono fortemente ridimensionate e la stessa chiesa Cattolica ha perso quel “grip” secolare che aveva sulla popolazione italiana. Senza più sovvenzioni di Stato e con i pochi fedeli residui il Vaticano era stato costretto a chiudere tantissime chiese e a ritirarsi sempre di più entro il proprio territorio sovrano, al punto che, come i missionari di un tempo, adesso i Preti professano la religione avvalendosi del metodo più antico conosciuto: si muovono sul territorio portando la loro dottrina direttamente alla gente che abbia voglia di ascoltarli!
Cazzo! Marica si è accorta di essersi nuovamente distratta, di quella relazione che deve assolutamente ultimare ha scritto solo l'intestazione: perché non riesco a rimanere concentrata e... soprattutto perché continuo a fissare il mio cellulare?
Pensa scuotendo la testa contrariata.
Mentre sta ancora fissando il cellulare lo vede animarsi: lo schermo s'illumina mentre la vibrazione lo fa spostare sul ripiano della scrivania prima che la suoneria entri in funzione. Ha un tuffo al cuore e con una rapidità che non ha mai manifestato per quell'aggeggio che sopporta a malapena: solo un inutile peso nella tasca dei pantaloni, lo afferra e risponde alla chiamata:
-Si, pronto-
-Ciao Marica sono Luca. Scusami per non averti chiamato prima, ma come sai era in vigore quella baggianata del provvedimento restrittivo. Io... ho bisogno di vederti... ci sono dei risvolti imprevisti che...-
La bocca dello stomaco di Marica si è contratta mentre il cuore le batte sempre più rapidamente. Con un filo di voce riesce a dire:
-Si, le indagini si sono mosse in una maniera davvero inaspettata, ma tu come fai a saperlo?-
Luca Rizzetti all'altro capo del telefono osserva una pausa come se fosse un po interdetto da quanto le ha sentito dire.
-Infatti non so niente dei risvolti dell'indagine... Marica ho bisogno di vedere... te!-
La voce bassa e leggermente roca con cui il Rizzetti le sta parlando le provoca una sensazione di calore mentre il groppo che ha allo stomaco si strige ancora di più.
-Marica?-
-Sono qui Luca... si, penso proprio che noi due dobbiamo fare un discorsetto!-
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21/01/2012
ARCA 527
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ARCA 527: le liberalizzazioni.
Liberalizzare l'esercizio di una professione dovrebbe portare a dei benefici per l'utenza finale grazie all'abbassamento dei costi e/o all'innalzamento della qualità a parità di costo che deriva dall'introduzione della possibilità per quelli che hanno i titoli per svolgere una determinata professione di poter competere coi propri pari proprio sul costo dell'onorario o della prestazione. In sostanza è una cosa sacrosanta scardinare quella “casta” che si è creata negli ordini professionali per cui il tutto somiglia ad un vero e proprio monopolio, sebbene il principio di partenza sulla base del quale sono stati creati gli “ordini” o gli “albi” professionali non sia del tutto sbagliato.
Infatti creare un ordine d'appartenenza ad una professione ha un suo preciso senso, almeno sulla carta, consistente nell'impedire che chiunque possa esercitare quella professione indipendentemente dalla reale capacità di svolgerla (avere i titoli non vuole affatto dire essere anche in grado di esercitare!). Quindi per fare il Giornalista bisogna essere laureati e essere anche iscritti all'albo dei giornalisti, idem per fare il Medico, l'Avvocato, il Notaio o il Perito e così via.
Dicevo che la creazione degli “Albo” o degli “Ordini” sulla carta doveva essere una garanzia per l'utente di avere a che fare con un serio e preparato professionista diciamo... uno certificato, in realtà quello a cui si è arrivati è la creazione di caste che perseguono quasi esclusivamente i propri interessi e che in taluni casi hanno anche acquisito un potere immenso: quasi degli intoccabili!
È chiaro quindi che un Governo che persegue lo scopo di debellare queste sacche di privilegio... arrogante privilegio oserei dire, è da encomiare. Tuttavia questa manovra che dovrebbe favorire lo sviluppo e l'occupazione, addirittura sentivo che dovrebbe portare ad un innalzamento indiretto degli stipendi perché la concorrenza per effetto proprio di queste liberalizzazioni messe in campo porterebbe ad abbassare i costi... di quelle che sono state definite “tasse occulte”, non solo appare talmente “morbida” che non porterà facilmente a nessun beneficio immediato (del resto lo abbiamo già visto in passato con le assicurazioni dell'auto, ma anche con gli stessi carburanti e via dicendo: nulla è mai realmente cambiato in fatto di costi), ma potrebbe addirittura peggiorare il quadro creando nuova disoccupazione. Pensate a quegli studi, farmacie che cominceranno a chiudere o a licenziare personale proprio per effetto di queste liberalizzazioni... è folle pensare che questa manovra potrebbe aumentare il PIL di dieci punti!?!?!?
La realtà delle cose, cari miei, è che il sottoscritto si è avvalso di un taxi si e no una decina di volte in... quarantotto anni, per i farmaci il discorso è analogo: solo quelli equivalenti a costo zero e per la “scatola nera sull'auto... ve lo saprò dire se riuscirò a pagare l'assicurazione alla scadenza a fine mese... pensate a tutti quei greci che consegnavano le targhe delle proprie auto che non potevano più mantenere come esulterebbero per l'introduzione della “scatola nera”: a mio avviso è una questione della scarsità di quello che taluni hanno nella scatola cranica!
Sostanzialmente, sebbene la direzione è quella giusta, noi continueremo ad arrancare con degli stipendi da fame a dimostrazione che anche adottare sistemi corretti sulla base di un principio sbagliato non porta comunque a nessun beneficio, tutt'al più ad una momentanea boccata d'aria che verrà presto fagocitata per altre vie con l'unico risultato che staremo sempre peggio!
Non posso che ripetervi che per questa via non c'è nessuna salvezza, dobbiamo riscrivere il futuro adottando nuove regole per avere una qualche speranza. Io ho avuto la fortuna di “vedere” una possibilità per trarci d'impaccio, ma dobbiamo trovare la forza di uscire da questo torpore che ci sta ottenebrando la mente rendendoci passivi ed incapaci di reagire correttamente: fatevi sentire!
Altro capitolo:
Mi raccomando!
-Cosa diavolo significa Valeri? Credi che quest'ufficio sia un porto di mare dove chiunque entra o esce a suo piacimento?-
Passato l'attimo di sgomento dovuto all'irruzione della coppia Marica Salvaterra nel suo ufficio il Comandante ha reagito urlando... come al solito, ma la Valeri è abituata al suo modo di fare e non si è scomposta minimamente.
-Mi parlerà delle regole d'accesso ad un porto di mare in un'altra occasione Capo, scommetto che non è stato possibile risalire all'assassino sulla base del profilo del DNA che abbiamo rinvenuto?-
Alessandro Bassi fa un gesto eloquente in direzione del Comandante, come a dire: cosa avevo detto? Solo Marica Valeri può trovarci la rava in questo caso!
Ormai rassegnato Pasquale Esposito fa un cenno d'assenso alla Valeri invitandola a sedere assieme a Gennaro Salvaterra.
-Non avete trovato nulla nonostante il DNA perché l'assassino non è un cittadino dell'Italia liberata!-
Il Comandante a queste parole si lascia andare ad un amaro sorriso:
-E tu ti precipiti in quest'ufficio solo per dirmi una cosa che di più ovvio non c'è?-
Marica si mette subito sulla difensiva assumendo quella caratteristica espressione disgustata.
-Non so se è così ovvio dato che io conosco la nazionalità dell'assassino... ovviamente se lei non è interessato a questo particolare...-
-Valeri, se sai qualcosa che noi non sappiamo mettici al corrente: questa è un'indagine non un quiz a premi!-
I due continuano a fissarsi in cagnesco, solo grazie all'intervento di Alessandro Bassi gli animi si calmano:
-Marica, assieme al Comandante stavamo appunto discutendo sulla possibilità di rivedere la tua situazione attuale rispetto alla sospensione dato che Luca Rizzetti ha deciso di non procedere alla denuncia per il danno subito quindi il provvedimento restrittivo nei tuoi confronti è decaduto.-
-Luca Rizzetti sta bene?-
-Certamente, oggi è stato addirittura dimesso: sembra che la ferita fosse meno grave di quello che appariva in un primo momento...-
Il Comandante ha fin li guardato alternativamente ora Marica ora il Bassi sempre più spazientito, adesso torna a tuonare:
-Bassi, Valeri, avrete tutto il tempo per parlare di quell'uomo, adesso Marica vuoi farmi il favore di dirci dove dobbiamo cercare lo squartatore?-
-Sarò reintegrata al sevizio attivo?-
-Qui stiamo raggiungendo il limite della buffonata! Sarai reintegrata solo grazie al Rizzetti che non ha sporto denuncia perché... se fosse dipeso solo da me...-
-Allora dovrà reintegrare anche Gennaro Salvaterra, la scoperta è sua... inoltre avrò bisogno di lui per la piega che le indagini hanno preso.-
Il Comandante sembra afflosciarsi sulla scrivania:
-Vuoi andare avanti Marica o devi porre altre condizioni?-
Marica scuote il capo:
-Non hanno trovato corrispondenza del profilo genetico dell'assassino perché si tratta di un prete! Con ogni probabilità uno di quelli itineranti cui è stata concessa la libera circolazione sul territorio delle nazioni liberate dopo la revisione dei patti preesistenti con il Vaticano.-
A quelle parole il Comandante si rivitalizza di colpo:
-Bassi, sei capace di organizzare una retata sul territorio di Reggio Emilia e provincia: voglio che tutti i preti itineranti presenti vengano portati in Comando per essere interrogati! Marica tu invece passa nuovamente dal magazzino e fatti riassegnare la divisa, l'arma e... portati addietro Salvaterra che reintegrerò nel grado di Agente semplice... adesso tutti fuori da quest'ufficio che devo contattare le alte sfere per l'autorizzazione all'arresto di un cittadino dello Stato del Vaticano... nel caso che dovessimo veramente trovare lo squartatore!-
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18/01/2012
ARCA 526
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ARCA 526: il mistero!
Diceva il buon vecchio Sherlock Holmes: quando hai scartato tutte le soluzioni improbabili quella che resta è la verità!
Ovviamente non è sempre così facile scartare tutte le soluzioni improbabili soprattutto quando il “delitto” non è già stato consumato bensì è in corso d'opera. La crisi che si è abbattuta sull'intera finanza mondiale non ha portato ad un vero cadavere lasciato al suolo, per cui per adesso si possono solo analizzare le avvisaglie, quindi non delle vere e proprie prove acquisite raccogliendo gli indizi sparpagliati, ma delle “dichiarazioni d'intento” che possono risultare fuorvianti se non inserite nel giusto contesto. Di fronte al tracollo annunciato della Grecia e a quello per ora solo rimandato, datemi pure della Cassandra... se preferite far finta di non vedere, della nostra Italia, qualcuno ha fatto riferimento ad un vero e proprio attacco all'eurozona complici le agenzie di rating e, sotto sotto, l'America stessa. Potrebbe essere realmente così... se stessimo vivendo in un mondo fantastico scaturito da un romanzetto di fantascienza di serie “B”, se invece ci soffermiamo ad analizzare un po più attentamente gli indizi che abbiamo a disposizione potremmo con il bene placido di Holmes scartare questa assurda teoria che in realtà non vedrebbe la vittoria di nessuno dei contendenti: che interesse potrebbe avere l'America a mandare a gambe per aria l'Europa intera dato che siamo suoi grandi clienti? Stesso dicasi se i colpevoli fossero identificati nei Cinesi o in altre nazioni emergenti. La risposta in realtà non può essere così banale quale è la ricerca di un capro espiatorio: non possiamo accusare il nostro vicino di casa se casa nostra è zozza e disseminata dai nostri panni sporchi! Al massimo possiamo fargli notare, qualora anche la sua casa versi in analoghe condizioni, che non è un gran bell'esempio quello che stiamo dando.
Vedete c'è un particolare che resta sfuggente alle analisi e alle teorie che vengono di volta in volta sciorinate a destra e manca: ci sono persone che stanno facendo quattrini a palate sull'onda della crisi! Persone che avvalendosi della formula “capitaliberistica” stanno facendo incetta di risorse economiche quali: prestiti anti crisi, aiuti vari, insufflazioni di denaro e soprattutto dei derivanti dalle manovre finanziarie con cui gli Stati stanno cercando di restare a galla. Ovviamente non ho ne il potere e nemmeno la conoscenza appropriata per poter puntare il dito contro precisi colpevoli per cui dovrò limitarmi a denominarli con un ipotetico “quellillà”, ma non è importante alla fine dargli un preciso nome e cognome perché non importa in realtà sapere chi sono, quello che è sicuramente certo e noto a tutti è che riescono nel loro sporco intento grazie alla logica capitalista e liberista imperante!
Solo grazie a queste insulse regole diventa possibile che qualche imbecille decida di punto in bianco di far suoi tutti i crediti... non le ricchezze badate bene: non è un problema di materie prime o quantomeno lo è solo in piccola parte, si tratta di un problema di liquidità! Qualcosa cui è stato attribuito un valore perché altrimenti sarebbe solo carta straccia (quando si parla di carta moneta, altrimenti di... bitstracci quando essi sono solo transazioni digitali). A questo punto potremmo sentire, dopo che Watson ha incolpato gli Americani, i Cinesi... magari anche i comunisti redivivi, Holmes flemmatico e con la famosa pipa stretta tra i denti, arrivare alla conclusione che vi ho appena esposta e pronunciare la fatidica frase: elementare caro Watshon!
Tutto il triste preambolo fatto fin qui per arrivare al punto conclusivo della storia che riguarderà il nostro purtroppo vicino futuro:
i governi nell'insulso tentativo di risanare l'insanabile continueranno ad impoverire i propri popoli aggravando sempre di più la situazione!
Insegna quello che sta accadendo in Grecia, ma anche in Spagna, Portogallo e anche da noi in Italia.
Mi spiegate a cosa serve aumentare le tasse quando uno non ha più in tasca una cazzo di lira?
A Ballarò ieri sera mostravano un servizio girato proprio in Grecia dove tantissime persone consegnavano le targhe della propria automobile perché, a seguito dell'aumento dell'imposta di bollo, non potevano più permettersela. Di fronte ad una simile cecità amministrativa viene da chiedersi se il Capitano Schettino sia davvero il “mostro” d'incapacità con cui viene dipinto: per una manovra sbagliata ha messo a repentaglio la vita di oltre quattromila persone... qui ci sono personaggi di governo che con le loro manovre sbagliate stanno mettendo a repentaglio la vita di milioni e milioni di persone ed è stupido continuare a darsi la scusante del fatto che fin'ora non abbiamo ancora impattato contro nessuno scoglio: forse il dramma è già avvenuto e manca solo la responsabilità di qualcuno che si ostina a non lanciare l'SOS e a dare il comando di abbandonare la nave. Quanto alla fuga state pur certi che quando l'acqua comincerà a sommergerci saranno davvero in pochi i comandanti che affonderanno con la propria nave!
Svegliamoci gente! Restare ad aspettare di affogare farà solo si che prima o poi... affogheremo, riappropriamoci del nostro futuro. Io una soluzione c'è l'ho, ma... dobbiamo deciderci a parlarne altrimenti... glu, glu, glu e poi in fondo agli abissi.
Altro capitolo:
Mio Signore...
Chiuso nel sottoscala di un palazzo disabitato un uomo si strugge nell'attesa che il Signore si faccia sentire nuovamente. Sono passati tre giorni da quando lo ha sentito l'ultima volta, quando ha dovuto ammettere il fallimento della propria azione, da allora la sua voce non è più tornata fosse anche per cominciargli la punizione o semplicemente per dargli nuove istruzioni. Sa bene che dopo l'ultima colluttazione non può più assolvere al suo compito: non con un volto ridotto in quello stato! L'affare che quel tizio gli ha scagliato addosso... gli è sembrata una caffettiera, lo ha centrato in pieno volto procurandogli un profondo taglio al naso e sulla fronte. Avrebbe dovuto sparargli subito senza nemmeno dire una parola, ma non è un assassino a sangue freddo: deve esserci una motivazione valida! Con quelle donne peccaminose la motivazione è stata sempre lampante, ma quel tizio... che peccato sarebbe mai quello di voler acciuffare l'assassino della propria moglie? Se gli avesse dato modo di parlare avrebbe potuto spiegargli che quella che credeva essere una solo una donna confusa e persa dopo una storia finita male era invece una sgualdrina pronta a commettere adulterio col primo sconosciuto che avesse incontrato! No, il Signore deve dargli spiegazioni per quello che è accaduto! Uccidere un uomo significa liberare un'anima da un corpo prima che essa abbia potuto assolvere al suo compito primario: la vita, E la vita è sacra!
Le donne invece non hanno un'anima, privarle della vita non è un vero peccato... sempre che questo sia volere del Signore ovviamente!
Ma ecco che quella sorta di ronzio si espande nella sua testa: il Signore si è deciso a parlargli finalmente!
-Mi perdoni Signore perché ho peccato!-
La testa dell'uomo si piega leggermente verso destra come se tendesse l'orecchio per meglio ascoltare, il viso assume un'espressione contrariata:
-Mio Signore quel peccatore non ha accettato il proprio destino... lui non poteva sapere quali sono i tuoi disegni... lui non può sentire la tua voce!-
Ancora silenzio, ma lui continua a tendere l'orecchio:
-Un sostituto? Capisco che adesso la ferita che mi è stata inflitta mi rende riconoscibile, ma...-
-Ciao, Mattia!-
La voce squillante alle sue spalle lo ha fatto sobbalzare e voltare di scatto, ma è solo il sostituto annunciato dal Signore che è giunto a sollevarlo dall'incarico.
-Ciao Gabriele, il Signore nostro mi stava appunto avvisando del tuo arrivo, ma non credevo che fossi già qui. Sono contento che proprio tu sei stato prescelto per sostituirmi in questo difficile incarico. Il Signore mi ha detto che mi porterai via prima di assumerti l'onere... dove mi condurrai?-
L'uomo che è comparso alle spalle di padre Mattia mostra un sorriso placido che incornicia un bel viso.
Altezza, lineamenti del volto e fattezze fisiche fanno assomigliare tantissimo i due uomini tanto che ad una sommaria occhiata potrebbero essere scambiati per dei gemelli, tuttavia osservandoli meglio, le differenze diventano subito evidenti soprattutto per gli occhi di un intenso azzurro che l'ultimo arrivato tiene fissi in quelli castani dell'altro.
-So che al momento non capirai, ma quando sarai a contatto col Signore tutto ti sarà rivelato.-
Il gesto che segue è rapido e di un'immane violenza: il lungo coltello viene infisso dal basso del costato verso l'alto alla ricerca del cuore pulsante di padre Mattia. Quest'ultimo non riesce ad emettere nemmeno un gemito sommesso, si affloscia quasi all'istante mentre l'altro tiene gli occhi fissi su di lui con un sguardo carico di tristezza:
-Ora dormi Mattia, quando ti risveglierai sarai al cospetto del Padre e non avrai più patimenti!-
L'ultimo arrivato si china sul cadavere del fu padre Mattia per chiudergli gli occhi e soffermarsi poi con la mano sul suo volto in un'estrema carezza.
-Il tuo volere è compiuto mio Signore accogli l'anima di nostro fratello Mattia.-
Sussurra tornando in posizione eretta, poi sembra tendere l'orecchio ad una voce che... ode solo lui.
-Farò esattamente come chiedi mio Signore, non esiterò stanne certo!-
-Bassi questa cosa è una grossa cazzata!-
Ha tuonato il Comandante Pasquale Esposito.
-Comandante se non riusciamo ad utilizzare il DNA dell'assassino perché non è presente nell'archivio delle nazioni liberate... non ci resta altro da fare che sperare...-
-Sperare in cosa Bassi? Non servirebbe proprio a niente chiedere l'aiuto delle nazioni vecchio stampo, sai bene che non c'è reciprocità: ci riderebbero solo in faccia! Possibile che in un anno di tempo non hai trovato altro spunto che questo cavolo di DNA che, tra l'altro, è venuto fuori solo per puro caso e grazie alla Valeri!-
Alessandro Bassi sente di essere alla resa dei conti: dovrà ammettere che non ha altro in mano... dovrà ammettere che l'unica svolta che le indagini hanno avuto sono dovute all'Ispettore Capo Marica Valeri e non basta ancora, infatti è convinto che Marica ha ancora delle carte in mano e che... ovviamente viste le ripercussioni che ci sono state dopo l'ultima trappola che ha messo in piedi per catturare lo squartatore, terrà strettamente per se durante quel ritiro forzato dovuto alla sospensione dal servizio.
Alessandro Bassi è quasi partito con l'ammissione di responsabilità quando ha un'illuminazione improvvisa:
-Comandante, so bene che quello che sto per dirle la farà nuovamente infuriare mettendomi anche in cattiva luce, ma non voglio trovarmi con un altro assassinio commesso dallo squartatore sulla coscienza! So bene che lei si aspettava dei fatti dal sottoscritto, ma io... in un qualche modo le ho già fatto notare in passato le mie difficoltà... quando le ho chiesto di reintegrare Marica Valeri e affidarle questo caso intendevo appunto palesare la mia incapacità rispetto a questa indagine. Non ho dubbi, dati gli ultimi risvolti, che la sua decisione di sospendere dal servizio la Valeri sia stata attentamente ponderata, ma... abbiamo mandato a casa il miglior purosangue proprio in occasione della corsa decisiva!-
Il Comandante sembra quasi sul punto di esplodere, poi si calma e resta a fissare il Bassi storcendo il muso.
-Trovami il numero di telefono della Valeri...-
Sono poi entrambi sorpresi perché la porta dell'ufficio si spalanca di colpo lasciando passare proprio un'inattesa e frettolosa Marica Valeri seguita a ruota da Gennaro Salvaterra.
P.S. Non sono a caccia di commenti per “blasonare” il mio misero blog. Se hai voglia di parlare, commentare, chiedere il mio parere, mandarmi affan...., scrivimi o chiamami a:
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Sarò felice di rispondere:
le parole scritte sono l'unico mezzo per comunicare efficacemente, non dobbiamo temerle, rappresentano la “cristallizzazione” del nostro pensiero nel momento storico e come tali sono motivo d'immenso interesse sia per gli altri che per noi stessi.
Sempre vostro
Onirbiggo
18:44
Scritto da: onirbiggo
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