08/04/2012
Titolo del postARCA 351
Attenzione per motivi d'impaginazione un blog parte solitamente dall'ultimo post pubblicato. Se hai voglia di capire il significato del Progetto Arca Futura devi partire dal primo post. Grazie per l'interessamento.
ARCA 531: riforma del lavoro, articolo 18 ed altri specchietti per le allodole.
Ancora una volta mi sorprendo constatando quando profonda sia la sconnessione dalla realtà che sta attraversando la società dei nostri tempi. Resto sbalordito di fronte all'inseguirsi dei dati catastrofici sull'andamento dell'economia mondiale, sui dati della nostra economia e sui disdicevoli provvedimenti posti in atto dai nostri governanti anche sulla base dei diktat provenienti dall'Europa che... rispecchiano sostanzialmente una richiesta di maggiore potere ad opera della casta del mondo intero.
Noi poveri allocchi siamo costantemente strattonati dalla nostra già provata coscienza per cui da un lato, di fronte al costante impoverimento della nostra situazione di vita associato alla consapevolezza che stiamo sovvenzionando l'azione sconsiderata di pochi, vorremmo combattere contro lo stato di cose con ogni mezzo possibile, dall'altro continuiamo a subire sperando che prima o poi qualcosa cambierà... magari appena prima di finire anche noi stessi nel baratro.
Questo assurdo finisce per lasciarci in una specie di limbo nel quale ci limitiamo semplicemente a tirare avanti esternando la nostra rabbia repressa solo nelle rare occasioni di contatto con le altre persone. Alcuni di noi sono addirittura infastiditi dall'argomento non perché non consapevoli della situazione solo perché il parlarne li spinge a riflettere sulla miseria della reale libertà di cui godiamo. Il cinema e la fiction americana continuano ad imbottirci la testa di questa ipotetica libertà che si traduce sostanzialmente nel novanta per cento delle volte nel morire di fame... in silenzio!
Dobbiamo reagire a questa ipocrisia crescente, è in ballo una vera e propria guerra combattuta con il potere del denaro, una guerra che la nostra posizione sociale non ci consente di vincere perché non viene giocata ad armi pari. Le scelte che il futuro ci riserva sono essenzialmente due:
lottare contro un mare di affanni e con le armi finirli.
decidere di non combattere questa guerra e lasciare al loro assurdo destino i tiranni e gli ingordi che ci stanno conducendo alla rovina.
Capisco che la rabbia crescente sta facendo ribollire il sangue ai tanti di noi che hanno smesso di credere alle favole, io stesso devo fare un enorme sforzo per reprimere quella voce che mi urla che è tempo di far pagare cara l'insolenza a questi personaggi che si credono dei in terra, però allo stesso tempo penso che non è sicuramente questa la strada: abbiamo tutte le potenzialità per ripristinare la decenza lasciando al loro sporco gioco governanti, finanziari, multinazionali, banchieri e tutta la cricca che ci sta schiacciando senza pietà alcuna.
Medici, contadini, avvocati, costruttori, letterati, ricercatori, giornalisti e... praticamente tutte le figure professionali possibili ingrossano ormai le nostre fila di occupati a basso reddito, disoccupati, precari e sottoccupati dobbiamo solo organizzarci per farcelo da soli un futuro.
Io conosco il modo per farlo, ma ho bisogno del vostro aiuto... anche del tuo che leggi queste righe: saremo soli contro gli eventi fino a che non ci rendiamo conto che l'unione fa ancora la forza... fatevi sentire.
Altro capitolo:
Lo squartatore!
-Quindi lei è un agente della polizia?-
Marica è ancora seccata per aver dovuto lasciare Luca Rizzetti... lo è ancor di più perché vede le sue due ore di pausa perdersi per sempre a causa dell'esigenza di servizio che si è manifestata. Ovviamente cerca in tutti i modi di non farlo pesare al suo passeggero che, anzi sembra davvero preoccupato per non aver trovato l'altro prete itinerante all'appuntamento concordato.
-Sono un Ispettore, ma la sostanza non cambia di molto. Piuttosto, è sicuro di aver atteso nel luogo esatto il suo collega... Padre...?-
Il Prete annuisce con foga:
-Padre Mattia vuol dire. Non ho dubbi, anzi ne sono più che certo! Ho trovato la sua chiesa mobile esattamente dove mi ha indicato, ma lui non c'era. Ho atteso il suo arrivo poi ho provato a contattarlo al cellulare ed è qui che ho intuito che qualcosa doveva essergli accaduto: ho udito lo squillo del cellulare di Mattia provenire proprio da dentro la chiesa. Credendo che fosse ad attendermi li dentro e che non mi avesse semplicemente sentito arrivare sono entrato, ma di lui nemmeno l'ombra! Il suo telefonino era appoggiato sul comodino di fianco al letto e... questo che mi ha preoccupato!-
-Effettivamente questa del cellulare apparirebbe una cosa alquanto sospetta, ma potrebbe averlo semplicemente dimenticato... magari proprio quando i miei colleghi lo hanno portato in Comando... sempre ammesso che sia tra quelli che abbiamo già rintracciato.-
-Ho dei dubbi in merito, Padre Mattia attendeva il mio arrivo non avrebbe dimenticato proprio il cellulare!-
-Non si dia pena, vedrà che ne sapremo certamente di più appena saremo giunti in Comando.-
-Voglio proprio sperarlo agen.. Ispettore. Sa, siamo molto legati io e Padre Mattia e non vorrei che il signore abbia posto un qualche ostacolo sul suo percorso illuminato.-
Marica sorride a quelle parole: un ostacolo sul suo cammino? Basta che quest'ostacolo non consista in un rasoio e donne squartate!
Intanto il suo cellulare comincia a squillare, è Alessandro Bassi:
-Scusami per il ritardo con cui ti rispondo Marica, ma avevo la radio portatile completamente scarica ed ho saputo della tua richiesta solo quando qualcuno me ne ha portata un'altra dal Comando. Ad ogni modo: no, anche noi non abbiamo trovato nessuno nei pressi del tendone-chiesa eretto nella zona che ci hai indicato, ma questo potrebbe anche non voler dire niente, infatti alcuni di loro li abbiamo rintracciati a molta distanza da dove avrebbero dovuto essere, quindi non è da escludere che possa essere già stato condotto in Comando.-
Marica fa di tutto per nascondere la sua irritazione: come al solito Alessandro Bassi non si smentisce mai! Lavora sempre con un pressapochismo che ha dell'incredibile, non ha neppure tenuto una nota dei nomi dei Preti che ha già prelevato! Vorrebbe urlare al cellulare tutto il suo sdegno, ma ha un passeggero a bordo e non vuole metterlo ulteriormente in allarme.
-D'accordo Alle, ma vedi di farti dare dal Comando una lista completa dei nomi di quelli che abbiamo già in custodia cautelare e, nel caso che non doveste aver trovato nessun padre Mattia fai partire subito una squadra di ricerca qui a Roncolo. Io sarò li tra un quarto d'ora, venti minuti al massimo.-
Il Bassi risponde con un grugnito mentre pensa all'ennesima rottura di scatole che la collega gli sta propinando: sarà bene che qualcuno venga a dargli il cambio altrimenti non risponderà più delle sue azioni!
-Mi dica Padre Gabriele che tipo è questo Mattia?-
Il prete sorride mostrando un bella dentatura candida e perfetta. Marica pensa che è davvero sorprendente che un così bell'uomo possa essere diventato prete: con quei due occhioni azzurri potrebbe avere tutte le donne ai suoi piedi ed invece...
-Padre Mattia è un vero santo: se tra di noi c'è uno che segue sempre alla lettera i dettami di nostro Signore quello è Mattia! Mai una volta che lo abbia sentito lamentarsi del proprio prossimo... insomma è un sant'uomo: ha convertito alla fede moltissime pecorelle smarrite!-
-Non lo metto in dubbio, ma vede non era di questo che le stavo chiedendo, piuttosto sono interessata all'aspetto di Padre Mattia.-
Questa volta il Prete itinerante ride di gusto:
-E' fortunata ispettore, perché vede molti confratelli ci hanno scambiato per dei gemelli: se mi ha osservato bene... a parte il colore degli occhi per il resto siamo quasi due gocce d'acqua!-
A questo punto Marica maledice davvero Alessandro Bassi perché adesso è sicura che Padre Mattia è lo squartatore e che potrebbe essere ancora latitante!
-Se è lecito chiederlo, perché doveva sostituirlo?-
-E' occorsa una cosa piuttosto grave, padre Mattia è rimasto vittima di un incidente procurandosi una profonda ferita al viso. Ha riferito di essere cascato in malo modo finendo tra l'altro per battere la fronte su di un coccio bottiglia.-
Costernata dall'ultima affermazione di padre Gabriele Marica si attacca al freno producendo l'auto in una brusca e stridente frenata.
-Cazzo!- Esclama ormai certa che Padre Mattia e squartatore siano la stessa persona assieme all'amara consapevolezza che, accompagnando padre Gabriele in Comando, ha probabilmente lasciato Luca Rizzetti in balia di quell'assassino che ha già tentato di ucciderlo una volta!
Dal canto suo Padre Gabriele appare scioccato e la fissa interrogativo.
-Mi scusi Padre, ma dobbiamo tornare indietro! Richiederò subito l'intervento di una pattuglia che l'accompagnerà in Comando. Io... come lei stesso ha detto devo... se questo padre Mattia è rimasto ferito battendo la testa potrebbe essersi aggravato e... non essere più in grado di chiedere soccorso...-
Mente Marica, tentando di dare un qualche tipo di spiegazione al gesto che ha appena compiuto, poi incurante delle proteste del Prete, inverte la marcia e facendo fischiare le ruote sull'asfalto riparte a tutta birra... già “birra” l'indicatore della carica dell'auto elettrica segna quasi rosso: dovrà bastare!
Mentre guida con una mano con l'altra afferra il cellulare e prova a comporre il numero del Comando, dopo qualche squillo finalmente qualcuno le risponde. Con frasi secche e concitate Marica impartisce gli ordini al piantone della centrale operativa richiedendo delle pattuglie per una perlustrazione di Roncolo, ed una che si rechi direttamente a casa del Rizzetti.
Quando lascia la Centrale Operativa compone il numero del cellulare di Luca portandosi nuovamente il telefonino all'orecchio: il suo cellulare squilla.... ma lui non risponde!
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Sempre vostro
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31/03/2012
ARCA 530
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ARCA 530: quando la realtà... è un brutto sogno!
Avete presente quei film di fantascienza nei quali solo una persona riesce a rendersi conto che la Terra è oggetto di un'invasione aliena, di mostri di altra natura, oppure sull'orlo di una imminente catastrofe che potrebbe essere scongiurata, ma che tuttavia per ragioni puramente cinematografiche ovviamente (il film altrimenti non avrebbe storia) nessuno sembra essere in grado di riuscire a capire. Quelli dove tutti gli altri sembrano avere la mente soggiogata da una forza malevola oppure ostinatamente impegnata solo nelle quotidiane occupazioni. Quelli per cui il nostro “eroe/eroina” urla ai quattro venti come un pazzo scatenato nella speranza di mettere in guardia gli altri di fronte al tremendo rischio incombente suscitando solo ilarità, scherno o nei migliori casi pietà.
Solitamente in questi film tutto sembra precipitare verso l'abisso fino ad un certo punto nel quale improvvisamente, quasi per miracolo, l'umanità si rende conto di ciò che sta avvenendo e finalmente ritrova coesione e solidarietà sconfiggendo qualsiasi cosa stia minacciandola. Ironia della sorte quasi sempre a questo punto c'è un Presidente Americano che pronuncia un discorso “bibblico” fornendo quell'ulteriore collante nazionalistico che unisce i popoli e... spiana le montagne della diffidenza e della indifferenza.
Purtroppo alla luce di quanto sta avvenendo nelle vite di tutti noi l'ipotesi appena descritta sembra restare circoscritta solo ai “lito fine” dei filmetti di propaganda americana di serie B. Nessun discorso di un Presidente Americano tranne una sempre più manifesta sete insaziabile di denaro e di potere dei soliti noti che distruggono l'esistenza degli altri consacrando sempre più la loro insulsa vita sull'altrui pelle. Credetemi, l'ho già detto in passato, anche questi... poveretti sono solo delle pedine mosse da un profondo male molto simile a quello che tiene soggiogata la nostra stessa mente: tutti noi pensiamo che al loro posto, con le loro possibilità e responsabilità agiremo diversamente... sebbene nel nostro profondo sappiamo benissimo che non sarebbe affatto così.
Il potere, il possesso, l'avidità, l'insensibilità sono intimi compagni della natura umana. Bontà d'animo e solidarietà non sono istinti innati che otteniamo geneticamente fin dalla nascita, sono concetti che solo la nostra straordinaria mente ha saputo sviluppare assieme alle tante altre brutture. Quella stessa mente che dovrebbe adesso aiutarci a scegliere se continuare a farci del male o trovare un'altra strada che solo all'apparenza ci appare terribilmente difficile da intraprendere.
Siamo oggetto di lavaggio del cervello quotidiano ci dicono di stare buoni, di portare pazienza, di essere civili mentre continuano ad imbottirci di insulse panzane condite di scellerati inni di incoerente azione privandoci sempre più di quel già poco spazio vitale. Noi... reagiamo come un gregge impaurito condotto al macello, avanzando verso la fine, alcuni a testa bassa felici solo di entrare in possesso del nuovo Ipad, altri cercando una inutile isolata fuga al margine della colonna finendo in pasto a dei carnefici che assomigliano ai Capò dei campi di concentramento nazisti: non si rendono conto che alla fine della colonna il macello attende anche loro!
Quando di più pazzesco di tutta questa situazione è che tutti noi sappiamo, abbiamo capito già da tempo, ma stupidamente riteniamo che sia inevitabile, che tanto non ci si può fare niente o semplicemente che siamo ancora distanti dal macello quindi prima che tocca a noi...
Sono solo stronzate!
Possiamo riappropriarci del nostro futuro quando avremo deciso che il gioco è finito, che non c'è più trippa per gatti!
Basterà isolare gli ingordi seguendo un preciso schema che non prevede guerre ne spargimenti di sangue: a me è stata indicata la via, ma... farfuglio, sembro un pazzo, nessuno mi crede... poveretto!
Fatevi sentire, lo vedete da soli che il tempo dei sogni è tristemente finito!
Altro capitolo:
Luca Rizzetti
Marica ha percorso il tragitto verso casa ad una velocità insolitamente elevata. È piuttosto contrariata con se stessa, ma questo non la libera da quel groppo alla bocca dello stomaco che continua a persistere. Eccola adesso svoltare proprio nella via di casa sua e... lui è già li ad attenderla. Marica Sente il cuore batterle martellante nel petto alla vista di quell'uomo che solo pochi giorni prima era un emerito sconosciuto.
Luca Rizzetti era appoggiato alla vettura elettrica standard della Città Stato che ha in gestione, ma quando ha visto l'auto di Marica imboccare la via si è alzato di scatto sopprimendo a forza la pulsione che lo avrebbe invece spinto a corrergli incontro. Attende il ritorno di Marica da quasi mezz'ora durante la quale ha riflettuto a lungo sulle implicazioni di quella novità che è intervenuta in lui, ma non è stata questa l'unica occasione nella quale ha ha tentato di razionalizzare quel sentimento che si è accorto di provare per quella strana donna... poliziotto!
Già in ospedale mentre lo trattenevano per rimettergli in sesto il braccio sinistro letteralmente trapassato dalla pallottola sparatagli da quell'Ispettore... quel Bassi che era passato poi il giorno dopo per ribadire le sue scuse per l'increscioso evento... scaricando tutte le responsabilità dell'accaduto proprio su Marica Valeri.
Ad ogni modo già in quell'occasione aveva deciso di non dar credito ad un sentimento che sembrava essere uscito da un chissà quale cappello a cilindro di un mago rispetto ad un momento così tanto drammatico. Si è ripetuto più volte che è troppo facile e banale per un tipo come lui prendersi una simile cotta per l'unica donna che sia riuscito ad avvicinare da quando Gianna lo aveva lasciato. Il Rizzetti è infatti consapevole delle sue difficoltà ad avvicinare e farsi avvicinare dagli altri, non che abbia un carattere particolarmente difficile, ma gli manca qualcosa... proprio quello che consente agli altri di vederlo come fosse un possibile candidato per un'amicizia o... altro. Lui è afflitto da una sorta di emotività immatura per cui non ha amici e nemmeno conoscenti con i quali fuori dall'orario di lavoro può scambiare due chiacchiere. Con Gianna era stato uno di quei rari e particolari casi della vita in cui una serie di coincidenze e di eventi fortuiti sembrano spianare totalmente le difficoltà in campo per portare ad un risultato altrimenti impossibile: per lui era stato amore a prima vista, ma era stato solo grazie a lei che la loro unione era stata possibile. Infatti Gianna era riuscita ad aggirare quella caratteristica chiusura del Rizzetti che impedisce agli altri di entrarci in contatto. Tuttavia quando quella spinta iniziale si era spenta erano seguiti anni di brutte giornate che si trascinavano nella quasi totale indifferenza tra i due fino a che lei lo aveva... abbandonato e si era ritrovato solo e senza nemmeno un'anima che avesse voglia di ascoltare il suo dolore. Con questo enorme peso sulle spalle il Rizzetti teme molto che questo “sentimento” che prova adesso possa essere solo un grosso errore causato dalla sua immensa solitudine ed è per questo che ha passato le ultime ore ed in special modo l'ultima mezz'ora ad arrovellarsi il cervello cercando di capire cosa fare... tra l'altro teme anche un netto rifiuto da parte di Marica: perché mai dovrebbe accettare di stare con un tipo come lui? Quindi aveva già deciso che quando lei fosse giunta avrebbe resistito ad esternare ogni manifestazione emotiva e sviato il discorso su qualcosa riguardante le indagini in corso. Purtroppo adesso che l'oggetto dei suoi ribollenti pensieri sta scendendo dall'auto a pochi passi da lui vorrebbe solo correrle incontro ed abbracciarla e... si trattiene ancora continuando a far girare il cervello come fosse una ruota impazzita.
Marica è smontata dall'auto ed ha mosso un paio di passi verso Luca Rizzetti che dopo uno slancio iniziale sembra essersi pietrificato mostrando una stranissima espressione dipinta in viso... a metà strada tra un sorriso e una smorfia. Certo si aspettava un'accoglienza diversa, ma non ha dubbi sul cosa abbia spinto il Rizzetti a chiamarla al telefono per poi andare ad aspettare proprio davanti al portone del palazzo dove lei abita.
Oddio, un altro uomo complicato!
Pensa mentre colma la distanza che ancora lo separa da Luca con due passi decisi per poi abbracciarlo baciandolo sulle labbra.
Quel bacio non dura a lungo sono entrambi rigidi e impacciati, troppo presi dal loro cervellotico modo di pensare, comunque restano a fissarsi negli occhi tenendosi ancora stretti.
-Marica... io...-
Luca Rizzetti è il primo a tentare di uscire dall'impasse, ma lei gli fa cenno di tacere per poi tornare a baciarlo, questa volta i loro corpi si rilassano stringendosi ancora di più l'uno all'altro.
-Non c'è bisogno di dire niente Luca, lasciamo che per una volta siano le emozioni a guidare la nostra strada.-
-E' difficile, però volevo che sapessi che non sono un approfittatore... so... sapevo che sei una donna sola e...-
La voce di Luca e un roco sussurro Marica non percepisce il significato delle parole che sta pronunciando nelle quali non c'è niente di romantico piuttosto solo l'ennesimo ed inutile “aggrovigliamento” cerebrale, coglie solo il timbro di voce con cui le sta parlando e quel suono fa vibrare in lei corde che credeva finite in una pattumiera da chissà quanto tempo.
-Mi dispiace interrompere il vostro idillio, fa comunque sempre piacere vedere due persone innamorate scambiarsi effusioni in quest'epoca così lontana dal timore di Dio: l'amore e sempre amore e Dio è amore!-
I due hanno avuto un sobbalzo alle parole pronunciate da quello sconosciuto che regale loro un radioso sorriso che non hanno sentito arrivare.
-Scusate la mia intromissione, non volevo di certo spaventarvi! Mi chiamo Padre Gabriele sono un itinerante appena giunto in città per sostituire il mio collega Padre Mattia che doveva trovarsi in questo paese, ma non sono riuscito a trovarlo e l'unica anima che ho avuto il piacere d'incontrare questa mattina mi ha detto che potrebbe essere stato arrestato dalla locale forza di polizia.-
Luca e Marica sono sorpresi dalla somiglianza estrema che quello sconosciuto ha con lo squartatore e se non fosse che sul suo volto non c'è traccia della ferita causata dal lancio della moca e che i suoi occhi sono di un intenso azzurro laddove quelli dello squartatore erano scuri, avrebbero già reagito tentando di fermarlo.
-Vede c'è stato un brutto fatto di sangue e sembra che proprio un itinerante ne sia l'artefice. È per questo che tutti i suoi colleghi presenti in zona sono stati condotti al locale Comando di polizia internazionale, non si tratta però di un arresto, solo di una ferma per raccogliere generalità e fare qualche domanda. Ma lei è fortunato perché io faccio parte della polizia internazionale e se non le fosse di troppo disturbo potrei portarla personalmente in Comando dove forse potrebbe trovare il suo collega.-
-Nessun disturbo agente, anzi penso proprio che approfitterò volentieri del passaggio.-
Seccata Marica scambia con Luca un rapido gesto d'intesa che vuol dire: a dopo. Dopodiché accompagna Padre Gabriele alla sua auto facendolo accomodare per poi mettersi nuovamente al posto di guida.
Luca Rizzetti è ancora sconvolto dagli eventi, è ovviamente molto contrariato da quel contrattempo, ma sente dentro di se crescere un'immensa gioia: Marica non lo ha rifiutato... anche se questo apre scenari tutti da “razionalizzare” per il suo già provato cervello!
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Onirbiggo
11:35
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29/03/2012
ARCA 529
Attenzione per motivi d'impaginazione un blog parte solitamente dall'ultimo post pubblicato. Se hai voglia di capire il significato del Progetto Arca Futura devi partire dal primo post. Grazie per l'interessamento.
ARCA 529: togliersi la vita per mancanza di denaro.
Avevo deciso di non scrivere più niente su queste pagine perché disgustato dallo scarso interesse dimostrato per l'argomento che maggiormente invece dovrebbe vederci coinvolti ed impegnati in prima linea, ma gli avvenimenti che continuano a susseguirsi rendono la mia preoccupazione e... rabbia sempre più impotente e il vostro disinteresse sempre più indice di scarsa sensibilità e attaccamento alla “vita”.
Le notizie contrastanti che dovrebbero far riflettere tutti noi sono quelle relative al tentato suicidio di quell'imprenditore e di quell'operaio (entrambi si sono dati fuoco) distrutti dai debiti e soprattutto dall'impossibilità di vedere un futuro possibile, rispetto a quella fila chilometrica di persone che si è formata davanti agli Apple Store per l'acquisto dell'ultimissimo Ipad.
Credetemi sarebbe troppo semplice tacciare il sottoscritto di inutile demagogia o di demonizzare la tecnologia e i suoi utilizzatori, il problema è che nessuno sembra davvero rendersi conto che la via che abbiamo intrapreso sta schiacciando non solo le fasce più deboli della popolazione escludendoli dalla possibilità di potere usufruire di una qualsiasi tecnologia... fosse anche quella ormai iper-datata qual'è l'utilizzo dell'energia elettrica a causa dell'impossibilità di far fronte alle spese di bolletta. La via intrapresa schiaccerà tutti noi indiscriminatamente: infatti, per le famose questioni di “bilancio”, saremo tutti prima o poi sacrificati e gettati in questo baratro senza via di scampo!
Non sprechiamo la nostra vita e soprattutto la nostra attuale forza in azioni dimostrative che avrebbero senso solo in una nazione civile dove il dissenso è (dovrebbe essere) il “sale” della vita comune, per intenderci quelle nazioni dove il dissenso è preso in seria considerazione dai governanti. Quando invece si perde il riferimento alle necessità primarie... intendo la possibilità di sfamarsi sufficientemente e di un modo per tornare a dare il proprio apporto alla collettività svolgendo un lavoro, fosse anche di una piccolissima parte della popolazione, non c'è più scampo per nessuno: è solo una questione di tempo!
Ogni operaio licenziato senza possibilità di reimpiego, ogni giovane lasciato senza lavoro, ogni persona sottopagata, è VELENO per la collettività! Ne mina costantemente la coesione esponendola ad una inevitabile distruzione.
Tutti noi dovremo capire che ogni persona che venga lasciata fuori dall'ambito produttivo costituisce un maggiore aggravio per le nostre già tartassate spalle.
È come una casa alla quale a poco a poco vengono sottratti dei mattoni dalle fondamenta: il fenomeno non sarebbe immediatamente visibile, ma potete scommettere che alla fine l'intero stabile verrà giù in una nube di polvere.
Cosa possiamo fare?
Sono anni che vi invito a contattarmi, ad aprire un tavolo serio e sereno di discussione... intelligenza se ci sei batti un colpo!
Altro capitolo:
I... Padri itineranti
Alessandro Bassi ha passato quasi tutto il giorno rintracciando, un po sparsi ovunque tra città e periferia, la “chiese viaggianti” dei cosiddetti Preti itineranti. Non è difficile individuarli, di solito piazzano i loro coloratissimi tendoni sormontati dalla croce nelle vecchie e disabitate piazze delle città o delle periferie. Quindi con l'ausilio di un elicottero e delle forze di terra sono riusciti a “fermare” quattordici di loro... fermare per modo di dire: i Preti itineranti godono di uno speciale permesso che li autorizza alla libera circolazione e all'esercizio delle proprie funzioni (a gratis ovviamente) sul territorio delle nazioni liberate, ma non hanno la cittadinanza, quindi non sono soggetti alle leggi locali. Tuttavia già in passato, proprio in ragione dell'ultimo “patto” firmato e ratificato dalle nazioni libere con il Vaticano si era stabilito che qualora i Preti itineranti si fossero macchiati di un comprovato crimine potessero essere trattenuti sul posto in attesa dell'autorizzazione a procedere emanata direttamente dal Vaticano entro le quattro ore successive. In questo caso vi è solo il forte sospetto che lo squartatore possa essere uno di loro, ma niente di certo. Non è certo nemmeno il numero dei Preti itineranti presenti tra Reggio Emilia e provincia.
Il Bassi è rimasto costantemente in contatto con il Comandante e con Marica Valeri che a loro volta sono rimasti in contatto con l'Amministrazione Federale che... sta facendo pressioni sul Vaticano per ottenere l'autorizzazione a procedere oltre che il preciso numero di itineranti con cui devono fare i conti.
Alessandro Bassi è davvero infuriato per questo “buco” d'autorità che si trova a gestire, perché i Preti itineranti conoscono bene i propri diritti e non vogliono affatto collaborare: fino ad ora si è dovuto scontrare con tutti i quattordici itineranti che hanno fermato ed ha appena concluso la diatriba verbale con il quindicesimo di loro.
-Allora Marica, novità?-
Chiede Bassi alla radio non mascherando affatto la sua profonda seccatura.
-Per adesso ci è stato comunicato solo il numero di Preti itineranti che dobbiamo acciuffare: ne mancano solo due ai quindici che hai già preso...-
Marica ha appena liberato il canale della radio che è il Comandante in persona ad intromettersi nella conversazione:
-Valeri, ti invito ad utilizzare un linguaggio più consono alla situazione! Si “acciuffano” i delinquenti, qui stiamo parlando di persone di altra nazionalità di cui solo su di uno pesa il sospetto di essere lo squartatore. Ti ricordo che l'azione attualmente in campo è diretta solo ad identificare e porre sotto custodia protettiva i Preti itineranti presenti sul nostro territorio!-
Una precisazione davvero doverosa! Pensa Marica con un sorrisetto sulle labbra, poi torna a parlare alla radio:
-Le chiedo scusa Comandante, ad ogni modo, Ispettore Capo Bassi visto l'orario le proponevo: faccio un paio di ore di stacco dopodiché verrò a darle il cambio... sempre che anche lei sia d'accordo Capo?-
-Niente da obiettare Marica, tuttavia le scuse non le devi a me, ma alle persone che hai insultato! Se Bassi ha ricevuto ed è d'accordo per me va bene.-
Alessandro Bassi ha ascoltato con viva noia il solito battibecco tra il Comandante e la Valeri, certo avrebbe preferito poter andare in pausa lui che ha corso avanti e indietro per tutta la periferia reggiana piuttosto che Marica che è invece rimasta in ufficio a stilare la relazione sulle nuove prove raccolte, ma forse sapere che tra due ore avrà il cambio e che dopo potrà tornarsene a casa senza dover rientrare in servizio non gli fa davvero schifo.
-Va bene anche per me, ma... Ispettore Capo Valeri che siano solo due ore... mi raccomando!-
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